Energia Marina




Energia Marina

Abbiamo imparato che gran parte del nostro pianeta è occupato dall’acqua.
Questa è una informazione che ci è stata data nella nostra infanzia.
Questa informazione, unitamente alla ricerca spasmodica di nuove fonti di energia, ha fatto volgere lo sguardo verso il mare, verso una energia che sta lì, disponibile ed eterna, pronta per essere utilizzata.

 

Se il brainstorming ha partorito l’idea di energia marina, la stessa deve passare il vaglio, ancora una volta, dell’ingegneria, ossia della sempiterna valutazione di costi e ricavi.

 

L’energia marina sfrutta le correnti marine, convertendo il modo ondoso in energia elettrica. Anche per quanto riguarda l’energia eolica esistono delle limitazioni allo sfruttamento.

 

Può essere utilizzata in contesti marginali, contesti con una bassa scala produttiva e, va precisato, l’energia marina, in ogni caso, non fornisce né potrà mai fornire una vera risposta globale al problema dell’energia.

 

Laddove funziona però essa rappresenta una buona ipotesi di energia alternativa e rinnovabile.

 

L’energia marina si può produrre attraverso due tipi di tecnologia: fluidodinamica (correnti, onde, maree) e di gradiente (termico e salino).

 

La fluidodinamica è intuitiva, si tratta infatti di trarre energia dalle maree e dalle correnti. Verrebbe da dire che, in non pochi casi, è preferibile un mare burrascoso ad uno calmo; sempreché l’impianto regga. Per quanto concerne invece l’energia marina ricavata dal gradiente salino, detta anche energia osmotica, si tratta di generare energia sfruttando la differenza di concentrazione salina fra l’acqua di mare e l’acqua dolce.  

 

L’energia marina del gradiente termico si ottiene sfruttando la differenza di temperatura che si genera naturalmente in mare, tra le acque più profonde dai 7-8 gradi, e quelle di superficie intorno ai 26-29 gradi centigradi. Da questa differenza di temperatura, attraverso un sistema di evaporazione di sostanze come ammoniaca e fluoro, è possibile generare un lavoro all’interno di una turbina, e successivamente si passa all’energia elettrica.

 

Attualmente esiste un solo impianto che sfrutta questo sistema e lo troviamo nelle isole delle Hawaii, costruito nel 1996 ed ancora funzionante.